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Dove si trova l’Alto Adige

Magico mondo delle saghe...

l’intrattenimento dei bambini, il programma per famiglie, i menù … Sarà un vero spasso giocare a nascondino con Re Laurino e mangiare con la principessa Dolasilla!

Re Laurino ed il suo giardino di rose

In tempi remoti quando il mondo era popolato da giganti e gnomi, all’interno del Catinaccio viveva un re chiamato Laurino. Laurino era particolarmente orgoglioso del suo magnifico giardino. In questo giardino, durante tutto l’anno, fiorivano meravigliose rose rosse. Un giorno Laurino s’innamorò di Simhild, la bellissima figlia del re e la rapì. Per liberare la donna Dietrich von Bern, seguì la luce ardente emessa dalle rose e trovò il castello. La bella Simhild fu finalmente liberata. Re Laurino maledì il giardino di rose che aveva indicato la strada al nemico. Con una formula magica trasformò il suo giardino in pietra. Nessuno, né di giorno, né di notte avrebbe dovuto rivedere lo splendore delle sue rose. Al posto del giardino non rimase che nuda e pallida roccia. Tuttavia nella formula magica Laurino si scordò di menzionare il crepuscolo, e quindi da allora per pochi istanti, si può ancora ammirare lo splendore delle sue rose.

Il gigante dell’Ortles

Tanti anni fa nelle Valli della Val Venosta viveva un gigante enorme. Il gigante di nome “Ortler”era molto vanitoso perché tutto intorno a lui, eccetto la sua grotta, appariva così piccolo ed insignificante. Gli altri giganti si stancarono di lui e non lo cercarono più. Ortler s’infuriò tantissimo ed iniziò a buttare intorno a sé tutti i massi che trovò. Il piccolo nano “Nudelhopf” per sfuggire al pericolo salì sul capo del gigante. Il nano camminò sulla testa di Ortles e lo derise. Ora era lui, Nudelhopf, il più alto di tutte le creature. Ortles si arrabbiò talmente tanto che si trasformò in pietra e ghiaccio. Ed è tuttora lì - che sovrasta tutti i monti della Val Venosta.

Castel Haselburg e le campane di Bolzano

Il castellano di Castel Haselburg, in gran segreto, fece fondere tutto l’oro e l’argento dandole l’apparenza di due insignificanti palle di rame. L’astuto piano doveva impedire ai ladri di impossessarsi del suo tesoro durante la sua assenza. Un giorno due preti chiesero un’offerta per costruire le campane per la chiesa in Piazza Domenicani a Bolzano. La moglie del castellano diede loro le due palle di rame, senza conoscerne il vero valore. La donna sperava di ottenere la grazia di Dio per suo marito. Quando l’uomo tornò dal suo viaggio sano e salvo sentì della donazione e si arrabbiò tantissimo con la povera moglie. Fu proprio in quel momento che si sentirono suonare le campane della chiesa. Il suono delle campane fu così dolce… che l’uomo s’impetuosi e si scusò.

I monti pallidi

Nel regno delle Dolomiti viveva il figlio de re con sua moglie, la principessa della luna. La principessa non sopportava la vista delle rocce grigie e dei boschi scuri e tornò sulla sua luminosa luna. Il principe, che amava molto la sua sposa, non poteva raggiungerla sulla luna, poiché la luce lo avrebbe accecato. Così, sconfortato, vagò per il bosco dove incontrò un nano. Questo, in cambio d’ospitalità per lui e la sua tribù, promise di trasformare il bosco ed i monti in un paesaggio luminoso. Il principe acconsentì! Fu così che la principessa tornò dal suo sposo, poiché il nano catturò tutti i raggi della luna e con essi illuminò i monti delle Dolomiti - ora chiamati anche monti pallidi.